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Porta Palermo: Costruita nel XIX° secolo, si trova all'inizio del corso VI Aprile. Presenta due bassorilievi bronzei del 1961 dello scultore alcamese Nicola Rubino che rappresentano immagini simboliche tratte delle attività lavorative alcamesi e un'allegoria sulla scuola poetica siciliana, con il poeta Ciullo che viene incoronato alla presenza di Federico II.
Il palazzo Rossotti: Costruito nel XIV° secolo, è situato nell'omonima via e presenta un bellissimo balcone centrale. La chiesa di S. Chiara, la Badia Nuova e la Badia Grande: Custodiscono pitture di Pietro Novelli e i meravigliosi stucchi di Giacomo Serpotta e Bartolomeo Sanseverino.
La
Basilica di S. Maria Assunta: Situata nella parte più stretta del
corso VI Aprile (cassaro stretto), fu fondata nel XIV° secolo e ampliata più
volte. Ricostruita nel 1700 su progetto di Angelo Italia e Giuseppe Diamante e
rappresenta il massimo tempio cristiano della città. La chiesa di tipo
basilicale latino con tre navate con 14 colonne, misura 65 x 35 mt. e ha la
cupola rivestita di lastre di rame, con tamburo e cupolino traforati da otto
finestre. Il campanile del 1402 fu restaurato nel 1942. La cappella di S. Nicolò di Bari: Uscendo dalla Chiesa Madre, possiamo scorgere la facciata di questa cappella fondata nel quattrocento ad opera della nobile famiglia dei Bianchi e ristrutturata nel 1558. Il castello dei Conti di Modica: Costruito inizialmente dal 1340 al 1350 per volontà dell'ammiraglio Raimondo Peralta Conte di Caltabellotta, fu completato per opera dei feudatari Enrico e Federico Chiaromonte. Dal 1410 divenne proprietà dei conti di Modica, ai quali appartenne fino al 1812 per declino del potere feudale. A pianta romboidale con quattro torri angolari, due cilindriche e due quadrangolari, presenta archi a sesto acuto, bifore e trifore. Non ebbe mai una vera destinazione residenziale, ma piuttosto venne utilizzato come fortezza e come centro di guida politica e di potere feudale sulla città. Nel 1535 vi soggiornò per tre giorni l'imperatore Carlo V, di passaggio per la città, che in quell'occasione chiamò Alcamo "città opulenta e gioconda". La chiesa di S. Oliva: Situata in Piazza Ciullo, all'ingresso della parte più larga del corso VI Aprile, fu fondata nel 1533 e presenta un portale seicentesco. Fu risistemata architettonicamente da Giovanni Amico nel 1723, mentre gli stucchi e gli abbellimenti furono completati nel 1770. Possiede un'unica navata in stile barocchetto siciliano, la tela Anime Sante del Purgatorio opera di Pietro Novelli e la statua in marmo S. Oliva scolpita da Antonello Gagini nel1511. Il tetto della chiesa fu distrutto da un incendio nel 1987 e ricostruito pochi anni dopo. La chiesa di S. Maria del Gesù: Situata sul piano Santa Maria, fu ricostruita nel 1507 dal conte Fernando Enriquez d'Aragona. Conserva il corpo del beato Arcangelo da Calatafimi, fondatore del convento dei Gesuiti, ben otto statue di Giacomo Serpotta e la tela San Benedetto da Norcia di Pietro Novelli. La chiesa del Gesù: Sempre in Piazza Ciullo, troviamo questa imponente chiesa, iniziata nel 1684 e completata nel 1767. Il prospetto contiene cinque nicchie disposte su due file nelle quali sono collocate le statue di S. Ignazio di Loyola e S. Francesco Saverio a centro, di Maria SS. dei Miracoli sopra il portale e, sopra, degli arcangeli Raffaele e S. Michele. L'interno è ad unica navata con transetto e sull'altare troviamo la tela della Circoncisione dell'alcamese Giuseppe Renda, del 1796. La chiesa dei SS. Paolo e Bartolomeo: Davanti la scalinata si erge la facciata baroccheggiante del 1782. Riedificata nel 1710, presenta ricchissimi stucchi barocchi di Vincenzo e Gabriele Messina e di Antonello Vultaggio. Conserva anche una tela quattrocentesca della Madonna del Miele attribuita a Guglielmo de Pisaro e che forse è il più antico dipinto alcamese. Il Santuario della Madonna: Edificata alla fine del cinquecento sullo stesso luogo degli eventi prodigiosi del 1547, fu modificata a più riprese fino agli inizi del settecento e conserva il sarcofago marmoreo del capitano spagnolo don Fernando Vega. Di importanza storica è il dipinto della Madonna dei Miracoli, più volte infelicemente restaurato.
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